Il cuore pulsante della formazione, lo scopo primario dunque, è quello di portare i soggetti ad apprendere, su questo non vi sono dubbi, certo, si “complicano” però le cose nel momento in cui scendiamo nel dettaglio, andando a far luce sulle 3 tipologie di contesti in cui l’apprendimento può aver luogo. Con questo articolo voglio illustrare quali sono queste tre categorie per evidenziarne il legame con l’e-Learning. Prima di avanzare richiamiamo velocemente, per completezza, la definizione di apprendimento, esso è definibile come un cambiamento relativamente permanente nel comportamento attribuibile all’esperienza (Coon, Mitterer, Psicologia generale, UTET edizioni, Torino, 2015, Glossario G1). Andiamo ora a vedere quali sono i contesti dell’apprendimento:

• Apprendimento formale: qui la formazione viene svolta negli enti e nelle istituzioni che possono rilasciare attestati riconosciuti ed inquadrati entro specifiche leggi, nazionali o comunitarie, come diplomi professionali, qualifiche, ecc. L’European Qualification Framework (EQF) è un esempio dei livelli di istruzione, con annessi attestati, che è possibile ottenere con la formazione in contesti formali. Sono quindi percorsi di formazione istituzionalizzati dotati di obiettivi frutto di decisioni a livello macro che accomunano ogni singolo soggetto che fa parte di tale contesto. In ultimo è da ricordare come la maggior parte dell’apprendimento formale sia obbligatorio. L’autonomia decisionale dei formandi (o educandi) viene quindi meno, o per meglio dire, l’adesione a contesti di apprendimento formali non è sempre frutto di una spinta intrinseca.

• Apprendimento non-formale: lo si può pensare come ad un punto intermedio, in un certo senso “di contatto”, tra l’ambito formale e informale. Quando si parla di apprendimento non-formale si richiamano quei contesti di formazione non istituzionalizzati nei quali i soggetti scelgono di aderire su base volontaria, come istituti privati, cosi sul lavoro, ecc. L’ottica dell’apprendimento non-formale è quella di rivolgere l’offerta formativa (comunque definita da un contratto ben illustrato) a target di utenti specifici che vogliono ampliare o approfondire ulteriormente le loro conoscenze in merito a singole materie. In questi contesti è molto più facile trovare diverse metodologie didattiche che vadano oltre l’aula, ad esempio: case-studies, co-working, training-on-the-job, e via dicendo.

• Apprendimento informale: che ne siamo consci, o meno, tutti noi siamo costantemente circondati da moltissime opportunità di apprendimento informale. Questa tipologia si rifà infatti a tutto ciò che nella nostra quotidianità (in ambienti amicali, famigliari, sportivi e quant’altro) apprendiamo continuamente, soprattutto in maniera “accidentale”. Non vi sono obiettivi, percorsi definiti o pianificati a monte da terze parti, essere inseriti all’interno di una società, connotata oggi da un costante accesso alla rete, che determina la presenza di opportunità fiorenti di apprendimento informale. Questo tipo di apprendimento contribuisce ad ampliare costantemente le nostre capacità adattive alle realtà che ci appartengono.

L’e-learning che rapporto ha con questi 3 contesti di apprendimento?

Anche se si passa attraverso la rete, le riflessioni inerenti la formazione e l’apprendimento esplicitate sino ad ora rimangono tali. Sono sempre più numerose le realtà, istituzionalizzate, e non, che utilizzano la rete per formare i propri discenti. Dalle scuole superiori alle università, agli enti di formazione che, anche se non riconosciuti, adottano la rete per facilitare gli studenti nello studio dei contenuti erogati. Ad esempio, al giorno d’oggi vi sono molti master di università ben note comprendenti una percentuale di ore di didattica on-line, a titolo esemplificativo possiamo rimandare alla piattaforma di on-line learning dell’università di Harvard: online-learning.harvard.edu. Il materiale erogato in e-learning è quindi molto vasto per le tipologie di contesti formali e non-formali. Venendo al contesto informale, dobbiamo sottolineare che la rete e le sue potenzialità le “indossiamo” quotidianamente. Grazie al web, infatti, abbiamo a disposizione un’infinità di risorse per apprende tutto ciò che vogliamo, come e quando lo vogliamo (si pensi a Wikipedia, YouTube, gruppi Facebook, blog, siti tematici, ecc). A chi non è mai capitato di prendere in mano lo smartphone e cercare su Google una qualsiasi informazione necessaria (a volte anche superflua, ammettiamolo!) in quel momento? Direi a nessuno. Esempi in merito possiamo farne moltissimi: sto lavorando con PowerPoint e non mi ricordo come utilizzare i comandi per le animazioni degli oggetti? Nessun problema, un video di YouTube, od un qualsiasi altro sito o forum che sia, conterrà quasi sicuramente ciò che vado cercando.


Su ognuno di questi tre contesti si potrebbero aprire moltissimi argomenti, ora ho cercato di riassumere brevemente la differenza che vige fra di essi per restituire un quadro più chiaro (spero di esserci riuscito!) del rapporto che hanno con la sfera dell’e-Learning. In ultima battuta va osservato come il rapporto tra informazioni on-line, facile reperibilità e numerose opportunità di partecipazione al mondo del web, porti ognuno di noi ad essere sia fruitore che (spesso) autore allo stesso tempo, ma di questo mi occuperò più avanti in un altro articolo.