Voglio proporre ora una breve sintesi dell’origine dello Universal Design  for Learning (lo abbrevierò con l’acronimo di UDL) illustrandone le origini ed alcuni passaggi e personaggi fondamentali per la sua affermazione. Nei prossimi articoli, poi, scenderò più nello specifico in merito a vari aspetti che concernono questo settore.

Per prima cosa muoviamoci dal concetto di Instructional Design e andiamo oltre per cercare di entrare in una più specifica e definita cornice che concerne la progettazione inclusiva degli ambienti di apprendimento, quindi una progettazione universale, for all, che faccia leva sull’accessibilità e le pari opportunità. Ripercorriamo un attimo l’origine dell’idea di design universale, concettualizzata originariamente col termine anglofono Universal Design (UD), per fare questo dobbiamo uscire per qualche istante dalla strada dell’educazione e della formazione per entrare in quella dell’architettura. È proprio in tale settore che nel 1.990, grazie all’Arch. Ronald Mace[1] (coniatore altresì ti tale concetto) nasce l’idea di una progettazione universale; cosa si intende esattamente per progettazione universale? Si vuole dar forza all’idea che i prodotti e gli ambienti, costruiti artificialmente, devono essere accessibili, fruibili da chiunque (oltre che dotati anche di un aspetto piacevole, dunque con un occhio attento all’appealing) e pronti per essere personalizzabili ed adattabili alle esigenze di determinati utenti.

Lo UD si fonda su 7 principi[2], puntualmente definiti dal Center for Universal Design della University of North Carolina[3], vediamoli brevemente:

  • Equità – uso equo: utilizzabile da chiunque.
  • Flessibilità – uso flessibile: si adatta a diverse abilità.
  • Semplicità – uso semplice ed intuitivo: l’uso è facile da capire.
  • Percettibilità – il trasmettere le effettive informazioni sensoriali.
  • Tolleranza all’errore – minimizzare i rischi o azioni non volute.
  • Contenimento dello sforzo fisico – utilizzo con minima fatica.
  • Misure e spazi sufficienti – rendere lo spazio idoneo per l’accesso e l’uso.

Un aspetto da sottolineare è che tale approccio alla progettazione non è da intendersi solamente orientato alla disabilità o a casi specifici di utenze, progettare “for all” vuol dire creare prodotti accessibili procedendo all’eliminazione di barriere ed ostacoli (quindi attenti anche alle disabilità) ma allo stesso tempo flessibili. Per flessibilità intendiamo l’apertura alla personalizzazione, in altre parole: nei limiti del possibile, già in fase di progettazione dobbiamo porre le basi anche per un’eventuale richiesta di adattamento in linea con le esigenze di singoli utenti.

Dopo questa rapida deviazione, torniamo sulla strada della formazione. Negli ulti anni, post 2000, quasi come una macchia d’olio che lentamente si espande su una superficie, le idee a sostegno dello Universal Design sono state riprese anche nel campo dell’educazione. Tra primi ad occuparsi di questa nuova impostazione progettuale troviamo il CAST: Center for Applied Special Technology[4], nel tentativo di riversare l’idea dello UD al mondo dell’istruzione, il CAST ha definito con estrema attenzione i principi cardine dello Universal Design for Learning (UDL), a questi dedicherò il prossimo articolo in questa sezione del blog.

Un lavoro importante, nel 2012, è stato svolto da Tracey Hall, con il libro intitolato Universal Design for Learning in the Classroom[5], la quale apre con ancora più vigore la strada a questo nuovo approccio per la gestione delle realtà didattiche ed educative nella scuola, racchiudendo nella sua opera degli ottimi spunti per la concretizzazione nella realtà scolastica delle linee guida dello UDL.

Anche in Italia le riflessioni in campo pedagogico trainate dallo Universal Design non sono tardate ad arrivare, ad esempio, la regione Emilia-Romagna si è occupata di questa tematica attraverso l’organo competente in materia di istruzione scolastica, l’USR: Ufficio Scolastico Regionale. Nell’agosto 2013, infatti, l’USR ha dedicato un intero documento allo Universal Design for Learning[6], atto ad inquadrarne i principi generali con l’intento di indicare riferimenti per la futura direzione progettuale del settore scolastico.


[1] https://www.ncsu.edu/ncsu/design/cud/about_us/usronmace.htm

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Universal_design#I_7_principi_di_base

[3] The principles of universal design. Disponibile al link: https://projects.ncsu.edu/www/ncsu/design/sod5/cud/about_ud/udprinciplestext.htm

[4] www.cast.org

[5] T. Hall, Universal Design for Learning in the classroom, New York, Guilford Press, 2012

[6] istruzioneer.it/wp-content/uploads/2013/08/allegato-1.docx (ultima consultazione 4/5/2017)